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L’avventura comincia alle 2.30 di giovedi 4
novembre, quando un nutrito gruppo di Livignaschi si
ritrova davanti al centro sci fondo con tanto di
valigie, borsoni e tutto il necessario per una
viaggio transoceanico che si preannuncia memorabile.
E’ l’inizio della nuova trasferta collettiva del
Marathon Club Livigno per affrontare l’ormai
tradizionale maratona autunnale. Dopo aver raccolto
alcuni compagni di avventura in Valdidentro, Bormio
e Chiuro, si procede spediti verso l’aereoporto di
Milano Malpensa. Qui, alle 10.10, decolla il nostro
aereo con a bordo un totale di 49 rappresentanti in
spedizione verso una delle mete più affascinanti per
i maratoneti di tutto il mondo: New York!
L’arrivo nella Grande Mela è segnato dal maltempo e
da una pioggia costante che però non ci demoralizza
assolutamente dalla voglia di conoscere fin da
subito la metropoli americana. Dopo aver sistemato i
bagagli nell’albergo situato nel cuore di Manhattan,
usciamo tutti insieme per dirigerci verso il Jacob
Javits Center a ritirare il pettorale. Il primo
impatto con la città è emozionante: molti di noi
sono qui per la prima volta e non possono che
restare estasiati nel trovarsi in mezzo a tutti
questi grattacieli che si sovrastano l’uno
sull’altro! Nonostante siano le dieci di sera e ci
siano sei ore di fuso orario con l’Italia, nessuno
di noi ha voglia di andare a dormire. L’unica
motivazione che ci consente di ritirarci piuttosto
“presto” è il programma della giornata seguente che
prevede un tour della città e la visita alla statua
della libertà.
Il
venerdì mattina inizia abbastanza presto per molti
di noi.. Complice anche il fuso orario che ci
sveglia troppo presto, ci ritroviamo alle 7.00 a
correre in Central Park insieme a migliaia di
appassionati come noi tra cui anche gli amici
Pizzolato e Linus di Radio Deejay
Rientriamo in albergo per una veloce doccia e poi ci
ritroviamo tutti nella hall per partire insieme alla
volta di Liberty Island, l’isola a sud di Manhattan
dove è posizionata la Statua della Libertà.
Siamo emozionati e anche un tantino spaesati, ma la
buona sorte ci ha dato in dono il capogruppo Livio,
che riesce a gestirci in maniera ottimale e a
spiegarci il tragitto per arrivare alla meta di
giornata. Scendiamo cosi in metropolitana e nemmeno
il tempo di arrivare alla prima stazione che ci
accorgiamo di essere solamente in 48! Purtroppo il
capogruppo ci ha già smarriti.. Fortunatamente ci
ritroviamo abbastanza presto e cosi la giornata
trascorre velocemente, prima a Liberty Island e
successivamente a Ground Zero dove l’incontro
casuale con l’olimpionico Stefano Baldini ci fa
ricordare che domenica dovremo correre la maratona…
La visita della città continua fino a tardi e quando
facciamo ritorno in albergo siamo esausti! Abbiamo
camminato tutto il giorno e se potessimo
continueremmo ancora.. alla faccia di coloro che
consigliano il riposo nei giorni precedenti la gara!
Il giorno successivo facciamo visita all’Empire
State Building, che con i suoi 380 mt di altezza è
uno dei simboli della città. Dopo due ore di coda
per salire arriviamo finalmente in vetta: qui ci
attende uno spettacolo mozzafiato. Il panorama è
splendido e ci consente di vedere fino a 25 miglia
di distanza! Il pomeriggio facciamo ritorno verso
l’albergo per ascoltare la conferenza di Orlando
Pizzolato che si prodiga ad elargire consigli a
tutti noi. Ormai la tensione pre-gara comincia a
sentirsi e alla sera la cena in compagnia non è
altro che uno scambio di opinioni su quello che ci
attende il giorno dopo. Coloro che sono alla loro
prima esperienza temono di non arrivare, i veterani
“vedono” già il fatidico muro del 33° km, i più
esperti cercano di convincere Romeo ad affrontare i
42 km e 195 metri.. non sanno ancora che domani
sera a quest’ora anche lui sarà un maratoneta a
tutti gli effetti! Dopo aver finito di cenare nel
ristorante italiano di un nostro amico valtellinese
abbiamo fretta di tornare in albergo perché mai come
in questo caso il sonno ci sembra l’unico rimedio
per cercare di accumulare il maggior numero di
energie.
Ci
mettiamo sotto le coperte e quando suona la sveglia
è finalmente arrivato il grande giorno! Ci
prepariamo con cura, controlliamo che pettorale e
chip siano posizionati in maniera corretta,
effettuiamo una colazione ricca di carboidrati, non
trascuriamo niente perché temiamo tutti di non
riuscire a sfoderare la prestazione desiderata.
Quando saliamo sui pulmann che ci portano verso la
partenza nei pressi del Ponte di Verrazzano
stemperiamo la tensione cantando l’inno del Marathon.
Ad intonare la canzone ci pensa Romeo che a sorpresa
ha deciso di lanciarsi pure lui lungo il percorso
che porta verso Central Park! Non appena arriviamo
alla partenza veniamo suddivisi in tre gruppi in
base al colore del nostro pettorale. Prima di
salutarci ne approfittiamo per fare una bella foto
ricordo e dopo ci incamminiamo per prendere posto
nella grandissima area di partenza che accoglie
altri 40.000 appassionati come noi provenienti da
ogni angolo della terra. Mentre il presidente
rilascia interviste per le televisioni italiane al
seguito, per molti di noi iniziano i riti
scaramantici che tradizionalmente precedono una
maratona. Si cominciano cosi a vedere i passaggi da
una mano all’altra di barrette energetiche,
integratori e soprattutto dei tubetti di vasellina
da spargere nelle zone maggiormente a rischio di
strofinamento durante la gara. I minuti continuano a
passare, ci liberiamo progressivamente degli
indumenti che abbiamo utilizzato per tenerci caldi
fino a restare in calzoncini e maglietta, e a quel
punto manca veramente poco. Alle 10.10 sentiamo lo
scoppio di un cannone: la gara è partita! Da qui in
avanti non esistono più compagni, siamo solo noi con
noi stessi. Ci vengono in mente i mesi di
preparazione in vista di questo momento e cerchiamo
di restare concentrati fin da subito. I primi
chilometri scorrono molto velocemente, ci sembra di
stare in gran forma, ma sappiamo che il brutto verrà
dopo. La cosa che ci da maggior carica è sicuramente
il pubblico: due milioni di persone lungo tutti i 42
chilometri non fanno altro che incoraggiarci, un
tifo continuo che ci emoziona e ci rapisce. Oggi per
loro siamo tutti degli eroi e noi non possiamo far
altro che cercare di dare il massimo per ripagarli
di tanto affetto ed entusiasmo. Un bambino a bordo
strada ci corre accanto con dell’acqua, un altro
ancora ci offre delle banane e delle arance, un
complessino suona nel cuore di Brooklin per darci la
giusta carica.
Arriviamo a metà gara senza nemmeno accorgerci e
quando al 25° km entriamo in First Avenue restiamo
basiti dinanzi allo spettacolo che il pubblico
americano ci ha preparato. Un rettilineo lungo circa
otto chilometri con ai lati una folla festante ci fa
rabbrividire dall’emozione: ognuno di noi, sia i più
freschi che coloro che sono affaticati capiscono che
in ogni caso oggi arriveranno al traguardo. Oggi per
tutti noi c’è una carica speciale che ci impedirà di
fermarci. Gli ultimi chilometri sono i più duri, il
passaggio in Central Park presenta delle salite che
dopo tanti chilometri nelle gambe sembrano più
ripide del Passo Cassana! Il pubblico è però ancora
una volta l’arma in più che ci fa arrivare al
traguardo e quando transitiamo sotto lo striscione
d’arrivo l’emozione è più forte della fatica. Anche
stavolta ce l’abbiamo fatta tutti! Anche Romeo che
ha deciso solo ieri di prendere parte a questa gara
emozionante! Nonostante la fatica si faccia sentire
resta la soddisfazione per aver vissuto una giornata
indimenticabile, una festa memorabile in compagnia
di altri 48 amici a attorniati da milioni di persone
festanti che ci hanno offerto uno spettacolo unico.
Nel
ritornare verso l’albergo incontriamo molti
newyorkesi che ci fanno i complimenti nonostante sia
la prima volta (e probabilmente anche l’ultima) che
ci vedono.. Forti questi americani! Ci hanno
regalato proprio una bella soddisfazione!
Alla
sera ceniamo tutti insieme e i discorsi sono tutti
incentrati chiaramente sulla gara del giorno prima.
Per alcuni di noi domani sarà già ora di rientrare
in Italia, mentre per gli altri si prospettano
alcuni giorni ad Orlando in Florida, nel regno dei
parchi di divertimento. Qui passiamo delle giornate
di puro relax tra montagne russe e cene a base di
bufalo. Quando il venerdì rientriamo in Italia
abbiamo nel cuore un esperienza indimenticabile,
grazie anche alla perfetta organizzazione del
capogruppo (oramai divenuto Direttore) Livio e di
Patrizia.
Al
nostro arrivo passiamo il testimone virtuale ad
alcuni amici che si apprestano a correre la maratona
di Livorno domenica 14 novembre.
Per
tutti noi non resta che cominciare a pensare alla
prossima maratona. D’altronde, come diceva un
saggio, non si vive di ricordi ma dell’essenza della
vita!

Risultati dei Livignaschi alla
Maratona di New York 2004
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